Non è dalle chiacchere che si giudica una persona ma dai suoi gesti. Sono bravi tutti a farsi il segno della croce, battersi il pugno sul petto e sorridere alle telecamere, molto meno sono quelli alla prova dei fatti dimostrano di valere come persone. Ronaldo de Assis Moreira in arte Ronaldinho Gaucho, che in passato era stato frettolosamente giudicato male e accusato di non avere dei comportamenti all altezza della sua smisurata classe andando a giocare una partita amichevole dallo scarsa importanza sportiva ma dalla straordinaria forza simbolica, una partita per la pace in un paese martoriato da una guerra fratricida. Bravo lui e i campioni della nazionale brasiliana che hanno accolto linvito di Carlos Alberto Parreira e che senza pensarci troppo su sono andati a giocare ad Haiti. Da fare da contrappasso ci sono i "bravi ragazzi" del Milan (e del Bayern): i Kaka i Cafù e i Dida, bravi in poco tempo ad assimilare il Milan-Style degli ultimi anni che si incarnano nella grettezza, nella falsità, nella meschinità di Adriano Galliani pronto a mostrandosi generoso vantandosi di presunte iniziative benefiche e che è poi capace delle peggiori nefandezze. Figuriamoci se può "concedere" tre soli giocatori per una partita a suo modo così importante...
19 agosto 2004
Ronaldinho messaggero di pace...
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