MILANO - L'avvocato di parte civile della Presidenza del Consiglio, Domenico Salvemini, ha chiesto la condanna di Silvio Berlusconi al risarcimento di un milione e 100 mila euro, con una provvisionale di 300 mila euro. Domenico Salvemini, presentando le sue conclusioni, ha sottolineato la ''delicatezza'' della situazione in cui un ''avvocato dello Stato, che dipende funzionalmente dalla Presidenza del Consiglio'' chieda la condanna e il risarcimento nei confronti di chi ''e' al vertice della piramide gerarchica''. Il legale ha sottolineato come abbia presentato conclusioni ''non a cuor leggero'' ma ''secondo scienza e coscienza''.
In precedenza, Salvemini aveva affermato che ''la corruzione di un giudice viene a far cadere quel presidio per tutti i cittadini, baluardo di ogni sistema democratico: la legge e' uguale per tutti''.
'I SOLDI A SQUILLANTE IL COMPENSO DI UNA CORRUZIONE' ''Siccome non e' stata trovata una causale lecita perche' questi soldi dovessero andare da Fininvest a Squillante, la deduzione logica e' che questa somma fosse il compenso di una corruzione'': l'affermazione e' dell'avvocato dello Stato, Domenico Salvemini, rappresentante della parte civile Presidenza del Consiglio nello stralcio del processo Sme a carico di Silvio Berlusconi.
Salvemini, in apertura del suo intervento, ha fatto una premessa riguardo la singolarita' di rappresentare la Presidenza del Consiglio in un processo a carico dell'attuale premier. ''Se la situazione e' di per se' curiosa, per quanto riguarda l'aspetto giuridico e' inquadrabile tranquillamente: si tratta di un soggetto giuridico diverso dalla Presidenza del Consiglio e, in questo processo, l'on. Silvio Berlusconi non e' in veste di presidente del Consiglio ma in veste di imputato''.
Salvemini ha inoltre sostenuto che la versione di Cesare Previti, secondo il quale oltre 16 miliardi provenienti dalla Fininvest sui suoi conti erano il pagamento di prestazioni professionali, ''fa acqua da tutte le parti''. ''Non ho trovato documentazioni da cui risulti lavoro straordinario di cui parla Previti - ha osservato Salvemini -. Mi sembra dubitabile che un avvocato che si impegni in una attivita' di questo genere non abbia uno straccio di carta in base al quale chiedere il pagamento di parcelle''.
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