Ho sentito un sacco di sciocchezze riguardo alle dichiarazioni di CristianoLucarelli di domenica. A Contro Campo, guarda caso, non ho sentito una voce che fosse daccordo con lui: il pluralismo in questo paese è ormai un ricordo e la "politica" si infiltra dappertutto, oggi più che mai. La caratteristica principale della democrazia, non sono delle stupide elezioni ma la divisione dei poteri, dai tre classici, a quelli "atipici" (i sindacati, le associazioni , in generale i gruppi di pressione, gli enti autonomi, e non ultimo l'informazione). Viviamo in un tempo in cui pochissime persone stanno fagocitando tutti i posti di potere trasformando di fatto questo paese da repubblica democratica a dittatura totalitaria. E il calcio non è esente da questo. Il fastidio dei media per le dichiarazioni sacrosante di uno dei pochi calciatori che dimostra di essere intelligente è solo la dimostrazione che in Italia c'è un regime. Un regime che ha fagocitato negli anni tutto e tutti. Anche il calcio. La dimostrazione? Guardate gli ultimi 3-4 campionati del Milan... ma ormai siamo abituati a tutto e non ci scandalizziamo più. Il clima intimidatorio ha costretto il bravo e coraggioso Lucarelli a rimangiarsi in parte le sue dichiarazioni. Ma i tifosi del Livorno non si faranno intimorire. Sentiremo la solita cantilena di lacchè pronti a deprecare la violenza negli stadi (mentre è presidente del consiglio un ex membro della P2, famosa associazione colpevole tra le altre della strage di Bologna, in rapporti molto stretti con mafiosi conclamati, su cui guarda caso Paolo Borsellino stava indagando prima di saltare in aria con la sua scorta). Noi non faremo parte del coro. Preferiamo i versi di una poesia dell' americano e democratico Walt Withman.
"Gli lascio la rivolta (oh latente diritto all'insurrezione! oh inestinguibile, indispensabile fuoco!)"
3 commenti:
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bla bla bla bla bla bla
bla...sai voglio sempre avere l'ultima parola...
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