30 ottobre 2010

L’anarchico e gli arabi

Pubblicato il 30 ottobre 2010 da Lorenzo Declich
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Paolo Schicchi (Collesano, Palermo, 31 agosto 1865 – Palermo, 12 dicembre 1950) è stato un anarchicospontaneista italiano.
La vita di quest’uomo fiammeggiante e instancabile, che si svolge prevalentemente sulle rive del Mediterraneo e passa per il confino di Ventotene (insieme ai padri dell’Europa, che lo consideravano il decano della colonia), ci racconta di una continuativa frequentazione del mondo arabo, e in particolare di Tunisi, presso i suoi compagni della folta comunità anarchica siciliana.
Fra il 1912 e il 1915 Schicchi pubblica due drammi, “La morte dell’aquila” e “Tutto per l’amore”, a cui antepone in seguito un’introduzione di cui cito l’esordio:
Questi lavoretti drammatici furono premiati anni or sono in un concorso bandito da “L’Arte Melodrammatica” di Palermo, quando l’ubriacatura tripolina aveva dato la stura a tutti i delirii nazionalisti, a tutte le bestialità militaresche, a tutti i vaneggiamenti imperialisti; quando la malnata genia dei patriottici scribi e dei mentecatti guerraiouli, nel furore della paranoia conquistatrice, s’era messa a spacciare sul contro degli Arabi ogni specie di asinaggini storiche, geografiche ed etnografiche di cui si vergognerebbe il più umile studente di ginnasio. Oggi io li pubblico non fosse altro per ricordare che i conquistatori di ogni razza, d’ogni tempo e d’ogni luogo si somiglian tutti, come tante gocciole d’acqua, nei pensieri, nelle parole, nei sentimenti e nelle azioni; nella stessa guisa in cui gl’individui posti nelle medesime condizioni d’animo e d’ambiente, pensano, parlano, sentono ed agiscono pressoché in equal modo.
Allora, colla più supina ignoranza di questo mondo, si faceva tutt’una cosa degli Arabi, dei Turchi, dei Berberi e perfino dei negri, arrivando a trasformare l’Arabia in Turchia, nientemeno al tempo di Maometto…  [Paolo Schicchi, La guerra e la civiltà, Ragusa: Sicilia Punto L, 1988, pp. 111]
Segue un testo per molti versi ricolmo di orientalismi e ingenuità ma per altri assai istruttivo.
Ne consiglio caldamente la lettura.

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