30 dicembre 2009

Liu Xiaobo: il testo della sentenza


dal blog CaraCina

Traduco, con qualche taglio, il testo della sentenza nel processo a carico di Liu Xiaobo, condannato a undici anni il 25 dicembre 2009 a Pechino. Devo dire che leggendo un testo di questo tipo, per la prima volta mi sono reso davvero conto di cosa significhi essere processati per le proprie parole. Mai le virgolette ” ” mi sono apparse così… spietate.



Sentenza penale della Prima Corte Popolare Intermedia di Pechino

[…] Imputato Liu Xiaobo, maschio, 53 anni (nato il 28-12-1955), di etnia Han, nato a Changchun, provincia di Jilin, Dottore di ricerca, non impiegato, domiciliato presso […] Nel gennaio 1991 viene graziato da sanzione penale dopo attività di propaganda controrivoluzionaria. Nel settembre 1996 viene condannato a tre anni di rieducazione attraverso il lavoro per cospirazione contro l’ordine sociale. Sospettato di tentata istigazione alla sovversione dell’ordine statale è colpito da provvedimento di custodia l’8 dicembre 2008; dal 9 dicembre 2008 è agli arresti domiciliari; il 23 giugno 2009 viene tratto in arresto. E’ attualmente detenuto a Pechino fra gli attendenti giudizio di primo grado.

Gli avvocati difensori sono […]

Il primo collegio della Procura del Popolo della città di Pechino […] accusa l’imputato Liu Xiaobo di incitamento alla sovversione dell’ordine dello Stato. La requisitoria ha avuto luogo il 10 dicembre 2009 presso questa Corte. Il collegio giudicante si è riunito in conformità con la legge [….] e si è giunti alla conclusione del processo.

Secondo l’accusa della Procura l’imputato Liu Xiaobo ha manifestato insofferenza rispetto al sistema di governo del Paese fondato sulla dittatura democratica popolare (人民民主专政) e nei confronti del sistema socialista. Dal 2005 ha pubblicato su siti internet stranieri come Observe China e BBC China i seguenti articoli incitanti alla sovversione: Il patriottismo dispotico del partito comunista cinese; Perchè al popolo cinese è concessa soltanto la democrazia del partito unico?; Cambiare la società per cambiare il regime; I molti volti della dittatura del partito comunista cinese; Gli effetti negativi della dittatura sulla democrazia nel mondo; Indagini in corso sui casi di bambini schiavizzati nelle miniere;

In tali articoli spargeva voci calunniose come:

- “Da quando il partito comunista cinese è al potere, le varie generazioni di autocrati si sono sempre e soltanto preoccupate di mantenere il potere nelle loro mani, senza curarsi minimamente dellla vita delle persone”.

- “Il patriottismo promosso dai quadri del regime guidato dal partito comunista cinese si fonda sull’assurdo proposito di ‘reggere il paese attraverso il partito’; la sostanza di tale patriottismo è che il popolo deve amare il regime, la dittatura e i dittatori, con ciò ci si appropria di un tal valore per portare in rovina il paese e il popolo.”

- “I metodi usati dal partito comunista cinese sono i classici espedienti che i dittatori usano per mantenere sino alla fine il potere. Ma numerose crepe intaccano oramai il palazzo del regime cui s’aggrappano senza modo di perdurare a lungo.”

E istigava esprimendosi in questi termini:

- “Cambiamo la società e cambieremo questo regime”

- “Le speranze per la nascita di una Cina libera non risiedono tanto in un rinnovamento da parte dei governanti, quanto piuttosto nell’inarrestabile diffondersi di nuova energia popolare.”

Fra settembre e dicembre 2008 l’imputato Liu Xiaobo, assieme ad altri, ha redatto la “Carta 08” con i propositi dichiarati di: “cancellare il privilegio del partito unico a governare ininterrotamente” e “istituire attraverso un impianto democratico costituzionale una Repubblica Federale Cinese”. Propositi che, assieme ad altri, incitavano alla sovversione del potere vigente. Liu Xiaobo, dopo aver raccolto oltre 300 adesioni, le ha fatte pervenire tramite posta elettronica, assieme alla “Carta 08”, a siti stranieri come Minzhu Zhonguo [Cina Democratica] e Indipendent Chinese Pen Center dove sono state pubblicate.

L’imputato Liu Xiaobo, dopo aver commesso il crimine, è stato fermato e assicurato alla giustizia. La Procura del Popolo della città di Pechino ha portato a questa Corte le deposizioni di testimoni atte a dimostrare la colpevolezza dell’imputato; raccolto informazioni sulle circostanze del crimine; vagliato i documenti e i dati elettronici […] e ritiene che la condotta dell’imputato Liu Xiaobo costituisca una violazione degli articoli (nota di Jean Lafitte: gli articoli in questione sono il 103-106) del Codice Penale della Repubblica Popolare Cinese, configurando il reato grave di incitamento alla sovversione dell’ordine statale. […] L’imputato Liu Xiaobo nel corso dell’udienza si è professato innocente sostenendo di aver semplicemente esercitato il diritto alla libertà d’espressione sancito dalla costituzione e di non aver arrecato danno a nessuno con le sue critiche né di aver mai incitato alla sovversione dell’ordine statale. L’avvocato difensore dell’imputato ha aggiunto che nel testo di “Carta 08” non compaiono contenuti mezogneri, né calunniosi o diffamatori. […]

I fatti summenzionati sono confermati dai dati seguenti: [segue in dieci punti un elenco dettagliato che riguarda i conti in banca dell’imputato, i soldi provenienti dall’estero come compenso per i suoi scritti, i dettagli sulla sua utenza internet, tutti i siti cinesi ed esteri in cui sono comparsi i suoi scritti, tutti gli elementi sospetti emersi dalle sue conversazioni skype, email e dai dati salvati nei suoi computer, le testimonianze di persone che hanno discusso con lui riguardo a “Carta 08”, la lista dei titoli degli articoli incriminati, ecc..]

La procura ritiene che l’imputato aveva come obiettivo il sovvertimento del governo nazionale fondato sulla Dittatura Democratica del Popolo e del sistema socialista. Ha approfittato di un veloce sistema per trasmettere informazioni come Internet, di mezzi di diffusione ad ampio raggio, di una elevata capacità di influenza sulla società, di un’elevata attenzione da parte dell’opinione pubblica. Ha diffamato e sollecitato al rovesciamento dell’ordine statale vigente e del sistema socialista attraverso articoli e appelli in rete. Con ciò ha tenuto una condotta che profila il reato di incitamento alla sovversione dell’ordine statale vigente, crimine che si è perpetrato per un tempo lungo e con una malignità soggettiva elevata. E’ stato inoltre sottolineato che gli articoli pubblicati hanno avuto un’estesa diffusione, sono stati linkati e ripubblicati più volte, arrecando un’influenza estremamente negativa. Egli perciò viene considerato fra coloro i quali si sono macchiati di reati gravi e perciò, in conformità con la legge, va trattato con severità. L’impianto accusatorio a carico dell’imputato Liu Xiaobo, per come descritto dalla Procura, appare chiaro nei fatti, ampliamente documentato e perciò sussistente.

Ascoltate ed esaminate nel corso del dibattimento le discolpe dell’imputato Liu Xiaobo, le istanze della difesa, i fatti accertati e le testimonianze, la Corte ha ritenuto abbondantemente dimostrato che l’imputato Liu Xiaobo [….] si è reso colpevole del reato di incitamento alla sovversione dell’ordine statale vigente e del sistema socialista, con una condotta ben oltre i confini della libertà d’espressione. Pertanto le istanze difensive presentate dall’imputato e dai suoi avvocati non possono essere accettate. Considerati entità, natura, circostanze e grado di pericolosità sociale del reato ascritto all’imputato Liu Xiaobo, la Corte, in conformità con gli articoli […] del Codice Penale della Repubblica Popolare Cinese, giudica:

1) L’imputato Liu Xiaobo colpevole del reato di incitamento alla sovversione dell’ordine statale vigente, lo condanna a una pena di undici anni di detenzione e lo priva dei suoi diritti politici per dodici anni. (La detenzione viene calcolata tenendo conto della custodia scontata prima del processo […] quindi dal 23 giugno 2009 al 21 giugno 2020).

2) [indicazioni per fare appello e conferma del sequestro dei computer]

25 dicembre 2009 [….]

IL COMMENTO DI JEAN LAFITTE.
Per la propaganda occidentale Liu è una povera vittima del "regime", il "regime" condanna Liu etc.... come se non fosse stato un tribunale ma Hu Jintao a condannarlo. E soprattutto come se questo signore non avesse più e più volte violato la legge del suo paese, da vero criminale incallito. Ma tutti molto indulgenti nei suoi confronti, gli stessi magari pronti a condannare il raptus estemporaneo di Tartaglia come fosse il peggiore dei criminali.
Certo possiamo discutere sulla giustezza di alcune norme penali in Cina (ma non venitemi a parlare di reati di opinione, qui non c'entrano nulla), noi, giusto per parlare: non certo gli ambasciatori o gli altri Stati.
Ogni paese si scegli le sue norme, la Cina ha le sue e Liu è tenuto a rispettarle come tutti, anche se non sono di suo gradimento. Se poi ritiene di fare la rivoluzione e violarle, faccia pure, ma sappia che se la sua rivoluzione fallisce lo stato che lui tenta di sovvertire verrà a chiedere il conto. Manco lo avessero condannato a morte!
Ha preso il minimo della pena prevista per questi reati: ma dov'è lo scandalo?

4 commenti:

Diego Carmenati ha detto...

Mi autorizzi alla ri/pubblicazione di questo e altri Tuoi contenuti su www.Diritto.net ?
Qui il modulo: http://spreadsheets.google.com/viewform?formkey=dFJ0SVdXVTFLUDA3aDNyZmhENFpEUFE6MA
Grazie

Anonimo ha detto...

i contenuti non sono miei diego, quindi chiedi direttamente a chi gli ha pubblicati. come scritto all'inizio dell'articolo.

JL

Tom ha detto...

Grazie per aver citato il mio blog. Intendiamoci, se cerchi piagnistei sulle povere vittime del "regime comunista" o slogan alla "free tibet" non è nel mio blog che li troverai.

Detto questo, occorre non essere troppo superficiali, soprattutto quando si cerca di offrire analisi controcorrente, come fai spesso in questo bel blog.
Non immaginare Liu Xiaobo come un "dissidente" così come lo descrive la stampa occidentale. Liu Xiaobo è un cittadino che esercita il diritto alla libertà di espressione sancito dalla costituzione del suo Paese. E' uno che, come moltissimi cittadini cinesi, immagina una Cina migliore, più vicina agli ideali di uguaglianza e libertà che furono all'origine della Repubblica. Questo oggi in Cina – come in Italia!– è diventato scandaloso.
E' vero, chi oggi governa la Cina deve garantire pace e ordine a una società segnata da conflitti spesso fortissimi. Tuttavia non si può liquidare una sentenza come questa con sufficienza. In Cina c'è una società civile che ha sempre più voce, si batte per ottenere giustizia, difende i propri diritti chiedendo che vengano rispettate le leggi dello stato. Nessuna rivoluzione, per carità. Certo, Liu si è spinto al limite, ha rischiato con consapevolezza, perchè crede nella sua lotta ed è disposto a spendere undici anni in carcere. Dov'è lo scandalo?

jullien ha detto...

Tom, tanto per non essere superficiali
...Liu ha violato la legge, e questo e' un punto (tali leggi esistono anche da noi, per inciso)..e cosa PIU' GRAVE, lo ha fatto in "intelligenza con lo straniero" (reato punito pesantemente in quasi tutti i paesi, per certo da noi - ma da noi la legge e' un'opinione - in Francia, in USA, in UK, in Spagna e compagnia parlando), accettando soldi e collaborando con NED (National Endowment for Democracy....indiscutibilmente il braccio "civile e presentabile" della CIA) ecc. (e non son io a dirlo, e' lo stesso rendiconto NED)...Ora, cio' costituisce un reato, e' innegabile, e non solo in Cina..e Liu ha preso il MINIMO della pena..Vogliamo discutere della giustezza di norme volte a difendere l'ordine costituito, a punire gli atti volti a rovesciare le istituzioni e quelli fatti in "intelligenza con lo straniero"? Benissimo, facciamolo..ma per tutti i paesi del mondo, non solo per la Cina...
Altrimenti, Liu ha violato la legge, e' stato preso e condannato e sconta la sua pena..Dov'e' lo scandalo?